giovedì, 26 aprile 2007

Picture1Armonia

 

Amorevole Armonia-

ti affido la mia vita e le mie preghiere.


Célati e custodisciti nei cuori della gente,
scatena la gioia e il sorriso nella vita di tutti noi.

Amorevole armonia-

ovunque c’è scontro non c’è incontro:

non mostri incanto dove non c’è acccettazione,
svanisci nei disaccordi della gente,
ma riappari quando il silenzio permea le nostre parole-

giacchè, tu sei unica.

 

Amorevole armonia-

la pace è la tua essenza:

la nostra pace è l’essenza del tuo incanto,
donaci la forza del tuo silenzio-

e noi,

 in silenzio, canteremo e danzeremo.

 

postato da: priesthe alle ore 26/04/2007 13:09 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 21 ottobre 2006

Credo che un uomo che torturi un animale in realtà vorrebbe farlo ad un suo simile, ma non lo fa per paura che quest’ultimo reagisca. Un cane sembra avere meno diritti di un uomo, ma a volte sembra essere proprio l’esatto contrario!!!

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In merito a ciò vi dò un paio di indirizzi sul volontariato animalista e il volontariato umanitario, fatene buon uso:

volontariato umanitario: www.fivol.it
volontariato umanitario www.volontariato.com
volontariato animalista: www.oipaitalia.com
volontariato animalista www.animalisti.it
  

postato da: priesthe alle ore 21/10/2006 15:52 | Permalink | commenti (5)
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mercoledì, 11 ottobre 2006

Saggi in pillole
(La libertà)

 

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1
La libertà di un essere umano
può essere cosa alquanto complicata
quanto semplice:
 
viviamo tutti sotto lo stesso cielo
ma non abbiamo tutti lo stesso orizzonte.

abbiamo gli stessi bisogni e le stesse emozioni,
ma apparentemente si esprimono in azioni diverse.

Questo insieme di parole sopraccitate appaiono come concetti semplicistici
di un concetto però più importante, la libertà.

Se sarete abili, la vostra schiavitù sarà la vostra libertà,
altrimenti, la vostra libertà, da nessuna  schiavitù  potrà mai essere liberata;
interessante paradosso, ma è tutto ciò che la libertà richiede affinché
quest’ultima  sia presente nelle nostre vite.

con retorica io vi dico:
non desiderate e accontentatevi di ciò che avete.

 

2

Non ci sono dubbi, la mente rende più leggera o più pesante
la palla al piede dei segregati per la schiavitù,
ma la mente è controllata dalla nostra coscienza: agiamo partendo dal nostro interno, considerando
l’esterno che ci circonda vano senza il nostro interno.

3

L’essenza della nostra libertà
la sentiamo dall’afrore della nostra schiavitù.
Se fossimo assolutamente liberi
saremmo comunque schiavi della nostra libertà assoluta.
In un giardino completamente coperto di bei fiori
ci sarebbe soltanto traffico di colori.

4

Dedicarsi a qualcosa con passione
libera la nostra libertà,
assaporiamola quando essa si mostrerà sottoforma
di emozione.

 

5

La libertà è un’emozione,
e con coscienza noi possiamo ritrovarla quando vogliamo.

6

Effimere emozioni…
Non è un segreto che si possano gestire,
ma è difficile farlo,
è solo questione di pratica,
 e i risultati sono immediati.

 

7
Lo zen è nella religione, è nella politica, è nell’arte,
ma esso è la nostra mente ed è nella nostra mente,
è nella mente di tutti noi.
Lo zen ci possiede, ma possiamo decidere di non vederlo,
esso è come un jolly,
va bene nella politica, nell’arte, ed è ideale per qualsiasi tipo di dottrina religiosa.
Lo zen è la pratica di tutte le teorie; ed è la mia via.

 

8

Se fossimo delle prede non saremmo meno libere di un predatore:
la preda deve sforzarsi di nascondersi per l’intera vita affinché non venga catturata,
il predatore deve sforzarsi di camminare a testa bassa per l’intera vita
affinché riempia il suo stomaco.

 

9
Qual è la libertà se non quella di non desiderare di essere liberi?

10
Il desiderio è il nostro peggior nemico.
avete mai cercato di non desiderare nulla?
senza il desiderio si è in pace con se stessi
ed è una grande libertà.

 

11
In conclusione, la libertà e la non libertà
sono sinonimi di felicità e tristezza,
”ma se la felicità e la tristezza sono due cose distinte e separate,
queste ultime dove sono differentemente collocate?”
In verità non c’è una risposta, perché
la libertà e la non libertà
sono delle realtà inscindibili, l’una dall’altra.
E’ l’armonia tra la libertà e la non libertà
che crea l’emozione della liberazione:
 in un giardino completamente coperto di bei fiori
ci sarebbe soltanto traffico di colori,
e non armonia tra vuoto e pieno.


postato da: priesthe alle ore 11/10/2006 16:24 | Permalink | commenti (5)
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lunedì, 26 giugno 2006

Saggi in pillole
( La solitudine )

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1

La solitudine, brutta amica
se la si avverte in compagnia,
essa sconvolge i sensi e provoca in noi un senso di vuoto
e tristezza. Apritevi alla spontaneità, senza tabù!
Tutti noi abbiamo paura dell’altro, eppure,
inconsapevolmente, crediamo che solo noi
abbiamo paura del prossimo.

2
Avvicinarsi a qualcuno
non è cosa semplice, ma
se non vuoi farlo veramente non farlo: la
cortesia è dannosa, quando non è necessaria.

Un contatto interpersonale, a volte,
può essere più distruttivo
che costruttivo, se poni dei limiti
ad un rapporto tra due individui.

3
se condividete una vostra passione,
condividetevela,

se condividete un vostro status,
condividetevelo,

se condividete un vostro sogno,
condividetevelo.

Penso che un sorriso
o una briciola d’umanità,
possa essere sempre condivisa
senza condizionamenti sociali esterni;

ma per favore non fatevi soggiogare
da questi ultimi.

4
Quando ne hai tempo,
lascia alle tue spalle ogni “fare”
per ritrovare te stesso,
lasciati andare, per cadere nel tuo centro.
Lì, quando sarai, nel silenzio della tua solitudine,
ritroverai te stesso.

5
L’invano per l’inutile,
lo sterile per l’improduttivo.

Soventemente,
il più piccolo è dimolto
superiore al più grande,
i sentimenti si meravigliano di per sé

non hanno bisogno di grandi atti,
ma quando essi si celano,
per richiamarli,
hanno bisogno di un pizzico
di originalità inaspettata.

6
Esistono tante religioni,
tanti dei per tante religioni
e tanti templi per altrettanti dei.
A noi manca qualcosa
avvertiamo un richiamo dentro di noi,
è la nostra umanità,
è arrivato il momento di crescere,
è il momento di comprendere un solo Dio
e una religione universale,
ma non fondata sui tabù fittizi e “dogmatici”,
l’essere umano è integro della propria religione
e di proprie regole divine,
ed esse, queste ultime, sono universali.
Non le si potranno ignorare ancora a lungo.

postato da: priesthe alle ore 26/06/2006 12:52 | Permalink | commenti (2)
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lunedì, 19 giugno 2006

Saggi in pillole
(Vivere)

La luce della vita 

1

Vivere significa:
assaporare brezze di vento
lasciando che esse ci tocchino.

Vivere significa:
lasciar scorrere ciò che non possiamo fermare
ammirando che esse accadono.

Vivere significa:

partecipare col vento
affinché  possiamo deliziarci con esso delle meraviglie

che questi sfiora.

2

I difetti sono parte integrante dell’uomo,
essi aiutano a sviluppare la propria anima
in rapporto con gli altri;
non esiste  né equilibrio né trasformazione senza i difetti.

 

3

I difetti spesso vengono disprezzati,

ma io ammiro chi non li nasconde.
Tu li nascondi?

4

I pregi ci rendono consapevoli dei difetti
affinché tu impari da questi ultimi
la poesia della vita nella sua totalità.

5

I difetti ci rendono consapevoli dei pregi
come la morte ci rende consapevole della vita,
questo accade affinché noi prendiamo coscienza dell’eternità,

ma  a volte, prendiamo coscienza solo della paura di morire.

6

I pensieri ti rendono la testa pesante
come un melone,
l’assenza di pensieri
ti rendono la testa avariata come un’arancia ammuffita,
dov’è un sano equilibrio???

Io non lo vedo!!!

7

Viaggiamo a piedi per godere del tempo,
viaggiamo nell’ozio per godere della fantasia,
viaggiamo con gli altri per godere della vita.

Ma che vita è sfruttare del tempo per curare l’invidia,

ma che tristezza è sfruttare dell’ozio per coltivare il rancore,
ma che vita è se la si tenta di distruggerla?
A volte tieniti occupato a non fare nulla
affinché tu ti accorga della tua vita;

basterebbe solo questo.

8

Vivere non significa accettare passivamente
ciò che non si accetta con il cuore,
vivere significa anche non accettare.

9

Se tu vivessi solo ed esclusivamente
per delle scelte dettate dalla società,
come vivresti se fosse vita quella?

E tu quale vita vivi?

10
Vivere a volte significa
avere l’illusione di morire per poi rinascere,
vivere a volte significa
avere l’illusione di soffocare per poi liberarsi,
e a volte invece vivere significa
non mentire a se stessi di avere un’esistenza senza un agire.

 

postato da: priesthe alle ore 19/06/2006 11:17 | Permalink | commenti (1)
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sabato, 17 giugno 2006

undicisettembre (attentato)

 

Saggi in pillole

(Emozioni)

1

La rabbia è un’emozione.

Essa si protrae nel tempo in modo finito,

infatti nasce e poi muore.

2

La rabbia è un’emozione che turba i nostri animi

 fino a farci perdere il senno,

ma essa è un’emozione passeggera.

Perché lasci che qualcosa di così volatile

 ti sottometta fino a farti dire e fare cose

di cui rimpiangerai a lungo?

3

Le emozioni affievoliscono la ragione.

Esse sono una parte determinante della nostra vita,

ma non concedere mai alle tue emozioni

di annullare completamente il tuo raziocinio,

quest’ultimo ti servirà affinché tu possa

valutare in pieno e completamente

le tue azioni.

4

Ogni tanto
quando emozioni forti: l’ira, la gelosia o l’odio,
prendono il sopravvento si di te
cerca un posto tranquillo dove sederti

 e poterle osservare in piena consapevolezza,

vedrai che esse, queste cattive emozioni,

si indeboliranno e il buon senso recupererà le sue forze

affinché tu possa agire nel migliore dei modi.

5

Il controllo delle cattive

emozioni: odio, gelosia e ira è libertà.

Il controllo delle buone
emozioni: l’amore e la felicità è schiavitù,

le cattive emozioni sono povere e avverse agli uomini,

le buone emozioni, invece, sono rigogliose e lussureggianti,

e offrono all’uomo il senso della vita.
quali di esse controlli tu?

6

La gelosia offusca l’amore,
l’amore rende vana la gelosia.

Quali tra queste tu scegli?

7

Tu scegli?

La felicità è un emozione,

sei tu a decidere quando essere felice o infelice

in un dato momento.

 

8

Cavalcare le onde mistiche delle emozioni può
essere molto liberatorio,
ma è ancor più appagante poter
domare le emozioni

che ti negano la felicità.

9

La tua felicità o la tua tristezza
sono determinate da te e solo da te.
Ogni giorno siamo bombardati da situazioni
provenienti dal mondo esterno, le quali
scaturiscono in noi emozioni grandi o piccole,

ma se credi che i tuoi stati d’animo
dipendano solo da situazioni esterne,

allora non avrai la possibilità di gestire

la tua vita secondo i tuoi canoni e le tue idee,

se invece credi che i tuoi stati d’animo dipendano

solo ed elusivamente dal tuo stato interiore,

allora avrai la consapevolezza e la capacità di acquisire
la padronanza delle tue emozioni

 e  vivere una vita pienamente rispettando te stesso e gli altri .

10

Il rispetto verso gli altri
è dettato dal rispetto verso se stessi,

il rispetto verso se stessi è la capacità di

provare sublimi e candide emozioni senza l’ausilio di

alcuna interferenza esterna.

postato da: priesthe alle ore 17/06/2006 15:54 | Permalink | commenti (1)
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martedì, 13 giugno 2006

Chi voti?

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

  La storia del Lacchè

 

  Nelle prime del cammin di nostro mondo
  un lacchè venne da la campagna
  affondando le sue proprie radici in lo paese d’Italia.

  Quegli, così faciendo, trovò l’oro
  per la sua propria insaziabile Brama-
- La Brama del Lacchè -

 

  Certuni pensavan ch’ei fosse il re d’Ivrea –
  talaltri invece il re di Spagna -
  ma la lingua gli terminava a tutto gambo a terra –

 

  Il Leccone  d’Ivrea e di Spagna,
  incominciando  a professar la religione probanda
  de la politica, col Lecco d’Italia, credevan tutti
  ch’ei fosse el padrino di Sicilia
- in Italia –

 

  Ei, il Lacchè con il Lecco d’Italia,
  prometteva mari e monti e Roma e toma,
  fingendo di render certo il loro avvenire
- l’avvenire dei lecconi del Lacchè –

 

  Ma il Lacchè, conservatore sol’ del so lecco
  e del sol del Perù, abbandonò ogni leccone d’Italia,
  ciascun con la lingua a tutto gambo a terra,
  in tra la secca terra d’Italia -

 

postato da: priesthe alle ore 13/06/2006 22:03 | Permalink | commenti (1)
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giovedì, 08 giugno 2006

Adrano nella sozzura

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Gli strati de “Lo Spazzo”

 “Lo Spazzo” de Adrano - de lo spazzino

  è pieno zeppo di colori -

  questi, delle più svariate sfumature
  si ricolma, sempre più, giorno dopo giorno

 

  I ragazzi

  de “Lo Spazzo” – de lo spazzino

  quegli che han una casa, ma ognora nomadi

  son giocondi, e annegano in “Lo Spazzo”
  portandosi a casa un lordo regalo -

  regalo de “lo spazzo”

 

  Gli uccelli

  de “Lo Spazzo” – de lo spazzino

  avranno di che cibarsi, tra “Lo Spazzo”, col puzzo – de lo spazzino

  tanto che anche di nidi “Lo Spazzo” sarà  florido

                   

  Il puzzo

  de “Lo Spazzo” – de lo spazzino

  non reca danno a gli uccelli, nonché a gli uomini –

  questi ultimi, talvolta, si dilettano con la chiacchiera menzognera

  e accuse fraudolente, per parlar del più e del meno –

  ma parrebbe proprio che, il puzzo de “Lo Spazzo”
 
resti puzzo che non desta coscienze.

postato da: priesthe alle ore 08/06/2006 22:48 | Permalink | commenti
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lunedì, 05 giugno 2006

Voglio raccontare quello che so e quello che sento con piccoli "cenni" di parole. 

 

“L’incoscienza sociale”

 

 

1

Ho cercato d’imparare dagli altri,

ma poi ho capito che ciò che imparavo non era mio.

Ho cercato d’imparare da qualcuno che sembrasse più in gamba di me,

ma poi ho capito che nessuno vuole insegnare davvero,

ho cercato d’imparare da me stesso,

ma poi ho capito che nessuno era d’accordo,

con questo intesi l’ambiguità del massaggio sociale,

il che ha portato me a seguire un cammino diverso,

e a mantenere la lealtà e la coerenza prima con me stesso
e poi con gli altri.

 

2

Preghiamo, amiamo, lodiamo, abbiamo bontà e siamo tolleranti,
e poi ancora distruggiamo, indeboliamo, sottomettiamo, ci disinteressiamo
e non accettiamo nulla che non abbia a che fare con la nostre abitudini culturali,
abbiamo un nostro pensiero del bene memorizzato in testa
 per poi fare ciò che si ritiene giusto per dei fini che si riveleranno malefici.

La stupidità

non pensavo potesse essere così ingegnosa.

 

3

Siamo cattolici per non considerare altre credenze
siamo animalisti per non considerare altri esseri viventi
siamo di parte per non considerare altre teorie,
quanto detto è solo l’inizio dell’intolleranza e del terrorismo.

 

4

Abbiamo otteniamo e ancora prendiamo,
giochiamo piangiamo e poi picchiamo,

sorridiamo vezzeggiamo

ma poi inganniamo;

  chi non si sente parte in causa
del sopraccitato concetto

è allora
ancor più colpevole d’incoscienza.

 

5

Il fuoco distrugge ciò che vediamo
per poi ricostruire sul vecchio,
il gelo arresta ciò che riteniamo debba essere immutato per sempre
per poi essere e ancora essere per essere sempre quello che ha sempre voluto
un’umanità senza evoluzione.

-Ma l’umanità può già permettersi il gelo?-

-Può già permettersi di fermarsi?-
Il calore del fuoco si espande all’infinito
il ghiaccio del gelo al finito.
-E’ forse il buio dell’incoscienza
che ispira in noi il gusto dell’ignoranza infinita
e che oltremodo valica in me assordandomi come un incerto futuro?-
Schiacciatemi
poiché io ho la forza di reggere il buio dell’incoscienza infinita
essa tanto peso non ne ha
perché lì si cela l’irresponsabilità di un mondo avventato
che fin’ora è venuta a galla solamente per la sua leggerezza.
Apprezziamo invece la coscienza
essa vacilla per il suo peso,
incombe sul nostro essere
ed è fatta di una luce sfolgorante
difficile che non illumini
difficile che non si noti
ma purtroppo
facile da eludere.

postato da: priesthe alle ore 05/06/2006 18:09 | Permalink | commenti
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